Acquistare un’opera d’arte energetica: scegliere una storia, non soltanto un quadro

Written byMagaly

Magaly Jacqueline Arocha è nata a Caracas nel 1968. Ha vissuto nel fermento della Grande Caracas. Ha cambiato casa e quartiere diverse volte e ogni volta è stata un’esperienza nuova che le ha fatto capire quasi subito che viaggiare e cambiare sarebbero stati parte integrante della sua vita.

17 Agosto 2026

Quando si parla di arte energetica, spesso si pensa a un quadro capace di trasmettere armonia, benessere o forza positiva, non è un’espressione che uso abitualmente per definire il mio lavoro.

Nei miei dipinti non cerco di inserire un’energia invisibile, né di promettere una particolare sensazione a chi li osserva. Parto da qualcosa di concreto: un volto, una storia, una domanda che continua a tornare.

Capisco, però, perché alcune persone parlino di energia davanti a un’opera, ci sono quadri che, una volta entrati in una casa, non restano muti. Continuano a interrogare chi li guarda. Ricordano qualcosa. A volte rassicurano, altre volte mettono in discussione.

Forse l’energia di un’opera nasce proprio da questa relazione.

Un quadro non nasce per riempire una parete

Quando comincio a dipingere non penso al colore che potrebbe adattarsi meglio a un ambiente.

Prima della tela viene la ricerca, può esserci la storia di una donna indigena che difende la propria terra, quella di una comunità costretta ad abbandonare il proprio territorio o di una pianta amazzonica che rischia di scomparire.

In altri casi, il punto di partenza è più intimo. Nella serie Oltre il Doppio per esempio, affronto un tema che conosco personalmente: essere gemella e cercare la propria identità all’interno di un legame profondissimo.

La composizione, la materia e il colore arrivano dopo. Servono a dare un corpo visibile a ciò che sto cercando di raccontare, per questo, per me, un’opera non è un semplice elemento decorativo. Può certamente abitare uno spazio e renderlo più personale, ma porta con sé anche il percorso da cui è nata.

Che cosa rende energetica un’opera d’arte?

Non credo che un quadro possieda necessariamente un potere misterioso, l’energia di un’opera, per come la intendo io, è la tensione che rimane tra la storia da cui sono partita, ciò che ho dipinto e quello che ogni persona vi riconosce.

Chi sceglie un’opera della serie Amazzonia – Storie indigene non accoglie nella propria casa soltanto un insieme di forme e colori, entra in contatto con la storia di una persona, di una comunità o di un territorio che chiede di non essere dimenticato.

In “La nonna e il fiume”, per esempio, una donna Warao e un bambino attraversano il fiume su una canoa, è un’immagine intima, ma parla anche della trasmissione della memoria tra generazioni e di una cultura nella quale le conoscenze passano attraverso la voce, i racconti e i gesti degli anziani.

In “Noi siamo foresta, Anime del Delta”, quattro bambini Warao emergono dalla vegetazione, non sono semplicemente circondati dalla natura: appartengono a essa. I loro sguardi parlano del Delta dell’Orinoco, della migrazione e del rischio che, insieme a un territorio, vadano perdute anche le sue memorie.

Anche un’opera come “Noi siamo persone” porta già nel titolo una dichiarazione precisa.

Prima di ogni interpretazione, ci sono persone che chiedono di essere viste e riconosciute. Chi osserva queste opere può non conoscerne subito tutte le storie, può essere attirato inizialmente da uno sguardo, da un colore o dalla materia pittorica. La storia, però, rimane dentro il quadro e può emergere poco alla volta.

È questa presenza che rende un’opera viva nel tempo.

Vivere ogni giorno accanto a un’opera

Un dipinto richiede un tempo diverso rispetto alle immagini che scorrono continuamente sugli schermi.

Non si esaurisce in pochi secondi.

Quando un’opera entra in una casa, la prima attenzione può essere catturata dal soggetto o dal colore. Con il tempo si cominciano a vedere altri particolari: una mano, un’espressione, una zona più ruvida, una traccia del disegno o una sovrapposizione di colore.

Anche chi la osserva cambia, cambiano le esperienze, le relazioni e il modo di guardare il mondo. Per questo lo stesso quadro può assumere significati diversi con il passare degli anni.

Non è l’opera a trasformarsi materialmente. È il dialogo con chi le vive accanto a non restare immobile.

Il valore del gesto umano

In un tempo in cui le immagini possono essere prodotte e replicate con grande facilità, un’opera originale conserva qualcosa di irripetibile: il tempo della sua realizzazione. Nei miei dipinti rimangono le sovrapposizioni dell’olio, il segno iniziale del disegno, le correzioni e i cambiamenti avvenuti durante il lavoro.

A volte una parte della tela nasce con decisione. Altre volte richiede attese, ripensamenti e nuovi passaggi, anche ciò che inizialmente considero un errore può suggerirmi una strada diversa.

Sono tracce che appartengono a quella specifica opera e non possono essere riprodotte nello stesso modo.

Acquistare un quadro originale significa quindi scegliere anche il tempo, lo studio e le decisioni che lo hanno fatto nascere.

Come scegliere un’opera d’arte

Le dimensioni della parete e il rapporto con l’ambiente sono importanti. Un quadro deve poter respirare nello spazio che lo accoglie.

Ma non credo che questo debba essere il primo criterio, davanti a un’opera mi chiederei piuttosto:

Perché continuo a guardarla?

Che cosa mi trattiene?

C’è un dettaglio che mi incuriosisce o una storia che sento vicina?

Non è necessario comprendere tutto immediatamente. Una relazione con un’opera può cominciare anche da una sensazione difficile da spiegare.

La domanda non è soltanto: “Sta bene in questa stanza?”

È anche: “Desidero continuare a incontrare quest’opera ogni giorno?”

Una presenza, non una promessa

Non penso che un quadro debba necessariamente rassicurare, può portare bellezza, ma può anche aprire una domanda, mostrare una realtà lontana o ricordarci qualcosa che preferiremmo non vedere. Può accompagnare senza offrire risposte semplici.

Quando una persona sceglie una mia opera, mi interessa che senta una connessione autentica, ma mi interessa anche che sappia che dietro quell’immagine esistono una ricerca, una storia e una responsabilità.

Forse è questo il significato che posso riconoscere nell’espressione “arte energetica”: non un oggetto che promette di modificare magicamente l’atmosfera di una stanza, ma una presenza capace di cambiare, poco alla volta, il nostro modo di guardarla, e forse anche il nostro modo di guardare ciò che esiste fuori da quella stanza.

Puoi esplorare le opere e le diverse serie nel mio portfolio.

Per conoscere la disponibilità di un dipinto o ricevere maggiori informazioni, puoi contattarmi direttamente.

 

 

Potrebbe interessarti anche…

Se desideri condividere la tua opinione in merito, sarò felice di leggerla!